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Carissimi Amici di Voci e Volti,

 

il 21 giugno 2009, dopo quasi quattro mesi di permanenza a Pemba, è rientrato in Italia Giovanni Guardini, volontario dell’Associazione che insieme a Gianni, Mario, Maria e Walter che lo hanno preceduto, ha continuato il lavoro per il completamento dei capannoni.

 

I capannoni, montati con impegno dai volontari e grazie a tanti sostenitori e ai loro contributi, oggi stanno per essere conclusi. La pavimentazione è quasi completa e si sta provvedendo a ultimare le porte e le finestre, in modo che al più presto il primo dei due capannoni sia pronto per ospitare le attività della missione.

 

Nel mese di agosto rientrerà in Italia anche Sr Elisa per festeggiare il cinquantesimo anniversario di professione religiosa, per Sr Elisa sarà certamente l’occasione per riabbracciare la sua famiglia ed incontrare tanti di voi nelle sue visite.

 

Il 10 luglio sono partiti per il Mozambico Paola Borgatti e Simone Dovigo che sono stati raggiunti il 19 luglio da Maura Peloso e Michela Bertasini. I quattro volontari saranno impegnati nella zona di Chuiba, distretto poco distante da Pemba, per rilevare le necessità di questo villaggio. Sarà un compito che verrà svolto in collaborazione sia con Muindi (=Semi di Sorriso) Onlus di Milano, sia con le Università Cattoliche di Milano e di Pemba. Tale conoscenza avverrà in dialogo con le autorità locali, le persone del posto e sarà supportata da alcuni questionari per rilevare principalmente la situazione nel campo educativo e sanitario.

 

Chuiba è una realtà ancora lontana dalle dinamiche della città, con pochi edifici in muratura e in condizioni precarie, è però ben organizzata al suo interno grazie alla presenza del Presidente del Bairro che gestisce e mantiene i rapporti con il Consiglio degli Anziani, con la Regina del villaggio e con tutte le autorità più importanti. Il villaggio è molto esteso lungo la costa e si divide in centro, nord e sud, ogni zona ha un suo referente; inoltre ogni 40 famiglie vi è un responsabile per le necessità principali. Nella zona di Chuiba è da poco arrivata l’energia elettrica, ma questa è disponibile solo a volte e solo in alcune strutture, nel villaggio sono presenti alcuni pozzi per l’acqua potabile di cui sarà verificato il buon funzionamento in loco.

 

Nuovi incontri, nuovi voci e nuovi volti…è questo l’augurio che facciamo ai nostri volontari in partenza e a tutti i sostenitori di Voci e Volti.  Un augurio che vogliamo condividere anche con questa riflessione che viene proprio dal nostro Papa Benedetto XVI che riportiamo di seguito e con la preghiera recitata insieme nel consiglio direttivo del 4 luglio.

 

 

 

GRAZIE!

 

Voci e Volti desidera ringraziare tutti gli amici che continuano a sostenere generosamente i progetti e la missione di Pemba in Mozambico.

Ogni piccolo gesto di solidarietà e di amicizia allarga lo sguardo verso i bisognosi, a tutti voi un grazie sincero.

Abbiamo ricevuto numerosi versamenti sia a nome personale ma anche da parte di scuole e di gruppi parrocchiali che fanno costantemente sinergia per aiutare il prossimo.

E anche in questo tempo di vacanza sono tantissimi i contributi che riceviamo, davvero grazie per tutto quello che con grande generosità e puntualità continuare a donare.
 
 
A tutti un caro saluto,
Francesca
 
 
 
Di seguito i testi che hanno accompagnato la preghiera dell’ultimo Consiglio Direttivo che si è riunito sabato 4 luglio 2009.

 

ESSERE APOSTOLO

Essere missionari è inchinarsi,

come buon Samaritano,

sulle necessità di tutti,

specialmente dei più poveri e bisognosi,

perché chi ama con il cuore di Cristo

non cerca il proprio interesse,

ma unicamente la gloria del Padre

e il bene del prossimo.

Sta qui il segreto

della fecondità apostolica

dell'azione missionaria,

che travalica le frontiere e le culture,

raggiunge i popoli

e si diffonde

fino agli estremi confini del mondo

                                     Benedetto XVI
 

________________________________________

 

 

Carissimi amici di Voci e Volti,

 

eccoci di nuovo insieme dopo l’Assemblea Elettiva vissuta il 1 marzo 2009, giornata vissuta in ricordo e in preghiera per l’amico Claudio Turrini.

 

L’Assemblea si è svolta con grande interesse e partecipazione di tutti i presenti che hanno potuto confrontarsi in dialogo aperto sul tema “Voci e Volti dalle radici al futuro”, ne sono emersi diversi suggerimenti sui quali il nuovo Consiglio Direttivo eletto il 1 marzo farà seguire opportune analisi.

 

Nella serata si è svolto anche il primo Consiglio Direttivo per affidare gli incarichi del nuovo mandato che durerà per il triennio 2009-2012. Il Consiglio sarà così composto da Gabriele Torresan (Presidente), Danila Toigo (Vice Presidente), Sr Pasquina (Tesoriera), Francesca Paradiso (segretaria), Sr Fernanda, Sr Maria e Daniele Paltrinieri.

 

Desideriamo informarmi anche che il giorno martedì 10 marzo alle ore 15.30 presso la Chiesa parrocchiale di Sommacampagna (Verona) è stato dato l’ultimo saluto al collaboratore Claudio Turrini, la cerimonia è stata vissuta intensamente da tutta la Comunità che si è stretta attorno alla famiglia ed ha visto una ricca rappresenta di Voci e Volti.

 

 

 

Grazie Claudio!

 

Cari Amici, di seguito la mail ricevuta dalle Suore Pastorelle sugli avvenimenti di questo fine settimana appena trascorso, il Presidente e il Direttivo hanno inviato alle Sorelle di Pemba e ai famigliari di Claudio una lettera di condoglianze da parte di tutta l’Associazione.

 

 

Carissimi amici,

mercoledì, 4 marzo 2009, alle 13.45, all’aeroporto internazionale di Pemba, abbiamo dato l’ultimo saluto al feretro del nostro carissimo collaboratore Claudio Turrini, tra il dolore e la commozione della moglie Luigia e della figlia Carola, dei lavoratori e di molti amici della comunità cristiana di Alto Gingone e di noi Suore Pastorelle.

Vi chiederete cosa è successo.

Circa una settimana prima Claudio ha iniziato ad avere qualche disturbo diremmo di stagione: raffreddore, un po’ di tosse e qualche linea di febbre. Il medico, Vladimiro, un cubano che lavora all’ospedale di Pemba, si é preso cura di lui. Dopo averlo visitato, ha richiesto una radiografia al torace che non ha rivelato nulla di particolare, tuttavia Claudio continuava a non sentirsi bene.

Venerdì 27 febbraio, nella tarda mattinata, ha cominciato ad avere un po’ di tachicardia; accorso il dottore, ha trovato la pressione arteriosa alta e ha prescritto una medicina per equilibrarla, dicendo che la mattina dopo gli avrebbe fatto un elettrocardiogramma. Verso le 22.30, la tachicardia aumentava e l’abbiamo portato subito all’ospedale, dove due Medici hanno diagnosticato un infarto in corso. Nonostante le cure ricevute, alle 5.20 ora locale di sabato é tornato alla casa del Padre. Nel momento del decesso erano presenti sr Elisa e sr Franca e le sue ultime parole sono state: “Mamma, aiuto, vengo, vengo”!

Tutti siamo stati sorpresi dalla morte di Claudio, così repentina e inaspettata. La morte non chiede permesso a nessuno, arriva quando vuole.

La notizia ha iniziato a correre; primo tra noi di “famiglia” poi gli operai, il personale del Centro Maria Madre del buon Pastore”, la comunità di Alto Gingone, la parrocchia S. Paolo e tutta la città.

E sono iniziate le visite e le telefonate anche a livello di Provincia: Balama, Namuno, Palma, Macomia, Nangololo, Montepuez, Meza, Metoro, Chiure, sacerdoti, suore e laici hanno voluto farci sentire il loro affetto e accompagnamento.

Già la sera di sabato 28 febbraio si è recitato il rosario nella nostra casa e così per i tre giorni successivi, con la comunità cristiana di Alto Gingone. Alle 21h, è venuto tra noi il Vescovo, dom Ernesto Maguengue, per pregare e mostrare la propria solidarietà in un momento davvero difficile da comprendere.

La domenica sera una delegazione della comunità di Alto Gingone e alcuni lavoratori hanno voluto essere presenti all’aeroporto di Pemba per accogliere la moglie Luigia e la figlia Carola che arrivavano dall’Italia. Già all’arrivo a Maputo erano state accolte da un responsabile dell’Ambasciata italiana che le ha portate a casa sua per il pranzo e poi le ha accompagnate all’aeroporto per la partenza per Pemba.

Lunedì mattina abbiamo visitato Claudio alla camera mortuaria con i familiari, il personale del centro e i lavoratori. Lì abbiamo potuto dar omaggio alla salma pregando per qualche minuto. Forte la commozione, soprattutto per la moglie e la figlia che lo hanno potuto vedere.

Il 4 mattina alle ore 8, nella cattedrale di S. Paolo, abbiamo celebrato la Messa di suffragio per Claudio, con il corpo presente, presieduta dal Vescovo e da altri 6 sacerdoti ( Pe. Cornélio Mwitu, Pe João Naquele, Pe. Grisanto (vicario), Pe. Frederico, Pe. Tony e Pe. Edilberto, passionista).

Nell’omelia il Vescovo, che aveva già avuto un incontro con la moglie e la figlia, ha posto l’accento sul ringraziamento per la vita di Claudio. “Poteva vivere tranquillo nella sua terra, diceva tra l’altro, e invece il suo cuore era aperto agli altri, aperto a fare del bene gratuitamente e senza tornaconti. Un laico missionario capace di convincere che vale la pena sacrificare la propria vita e lui l’ha data qui nella nostra Diocesi a favore del nostro popolo, perché la missione delle Pastorelle è per il popolo e lui si è associato a loro.

“Papà Claudio, ha continuato il vescovo, ha convinto anche la figlia Carola a venire in Africa. Prima lei era titubante, non voleva venire, forse aveva paura. Adesso Carola segue la voce del papà che non ha più voce. Eppure adesso la sua voce è più convincente che mai: Carola è qui tra noi e ritornerà ancora in questa terra. Quante cose dobbiamo imparare dal Signore! Lui accompagna e educa i suoi figli. E i suoi figli sono tutti quelli che vivono con il cuore aperto alle necessità degli altri”.

Le nostre aspiranti, con i giovani seminaristi Passionisti, hanno preparato la messa con i canti. Albertina ha cantato con molto sentimento il salmo 23.

La messa era partecipata anche da molte religiose della regione pastorale urbana. Abbiamo continuato ad accompagnarlo all’aeroporto, con canti e preghiere.

Sia Luigia, sia Carola sono rimaste molto colpite per la partecipazione e anche se sentivano la mancanza della loro famiglia naturale, sentivano che qui hanno trovato una famiglia che le ha accolte e sostenute nel loro dolore.

Anche l’Ambasciata Italiana si è dimostrata molto vicina e ha continuamente accompagnato nel difficile processo della documentazione necessaria per la traslazione della salma. L’ambasciatore si è preoccupato di telefonare lui stesso alla moglie di Claudio.

Luigia e Carola rientreranno sabato prossimo con Gianni Fedrigo. Mentre non sappiamo esattamente quando Claudio potrà arrivare nella sua e nostra amata terra italiana per ricevere da parenti e amici l’omaggio riservato a un “missionario laico”.

Sono alcuni giorni preziosi per noi per continuare a riflettere e rafforzarci a vicenda nella fede in Cristo morto e risorto.

 

Confidiamo nel vostro ricordo. Un abbraccio a tutti,

 

le vostre sorelle di Pemba

 

 

Testimonianza di Bruna Danese sull’esperienza del pellegrinaggio

Sulle orme di San Paolo Apostolo – 18-21 dicembre 2008

Nel novembre scorso le Suore Pastorelle ci hanno invitato a “vivere un’esperienza di fraternità e condivisione” ripercorrendo i luoghi della permanenza di S. Paolo a Roma. Come ogni anno, arrivo alle porte del Natale talmente tirata con gli impegni lavorativi e di volontariato, che questo invito è veramente giunto come “una luce” nel mio cammino. Ho così, con Vittorio e gli amici dei “Mtoto Mzuri” Anna e Silvano, accettato volentieri di “mettermi in cammino sulle orme di Paolo Apostolo”. La vita di Paolo,  in primis la sua “folgorazione”, i suoi lunghi viaggi, il coraggio e la coerenza delle scelte,  mi avevano sempre affascinato, ma non avevo mai avuto modo di approfondirne appieno il significato.

Il pomeriggio del 18 dicembre scorso quindi, lasciato a caso il bagaglio di problemi che sempre affliggono i miei dicembre, sono partita alla volta di Tor S. Lorenzo senza pensare che “quell’esperienza di fraternità e condivisione” avrebbe lasciato un ricordo indelebile nel sentiero della mia vita.

Ho apprezzato subito la calda e sincera accoglienza che le suore ci avevano riservato e, senza troppo indugio, mi sono subito ritrovata in quella nuova grande famiglia, che da pochi giorni ci aveva accolto come volontari in terra d’Africa ma soprattutto come “persone”. Così come ho apprezzato “il metodo” di iniziarci alla scoperta dell’Apostolo: un gioco, un semplice gioco che ci ha fatto conoscere nuovi amici e fissare nella memoria alcune coordinate della vita di Paolo che ci sarebbero servite per capire più a fondo i percorsi dei giorni a venire.

La  mattina successiva, lungo l’Appia Antica, sotto un bellissimo sole ed un cielo azzurro,  tutti noi abbiamo “visto” arrivare Paolo in catene, ognuno di noi ha riflettuto sulle “proprie catene”, sulle costrizioni che a volte, nostro malgrado, subiamo silenziosamente per poter “andare avanti”….. Grazie all’aiuto di Suor Flavia, alle sue riflessioni, sono riuscita a sciogliere “quelle catene”, a lasciarmi andare a quel clima di “fraternità e condivisione”. Lungo il cammino, con molto spontaneità, a più persone, ho potuto raccontare con serenità il cammino percorso in questi anni in Tanzania, a raccontare delle difficoltà incontrate, senza che queste però pesassero come macigni, bensì interpretandole come “esperienza”. Ho sentito dentro di me rinascere quell’entusiasmo che credevo irrimediabilmente perduto…. Ho capito che da me “quel bimbo” che tra poco sarebbe nato un’altra volta, magari in una capanna di fango in Africa… voleva ancora “che stessi nel gioco”!

Sembra quasi assurdo che in una mattina romana la forza sia rinata dentro di me, ma è così… non smetterò mai di ringraziare Suor Flavia, Suor Maria e le loro consorelle per l’opportunità offertami!

Il pomeriggio di venerdì poi, don Pasquale Rubino, invitato a Tor S. Lorenzo dalle Suore Pastorelle, ha catturato l’attenzione di tutti noi con aneddoti e storie di vita vissuta tra i ragazzi e ci ha fatto riflettere sul significato del “Natale”. I racconti dei viaggi di Paolo, delle difficoltà incontrate ma superate con costanza e tanta fede, la “lettura” semplice delle “Sue Lettere”,  il tutto condotto con  quel modo un po’ “provocatorio” di fare, di metterci anche, perché no, un po’ in difficoltà, ha creato un clima di armonia e di vera condivisione che risultava palpabile nella bella casa per vacanze dove alloggiavamo.

Il sabato tra visite ai luoghi dove Paolo aveva sostato negli ultimi anni della sua vita, le importanti riflessioni offerteci, che ognuno di noi ha fatto “sue”, la giornata è trascorsa. Alcune scenette organizzate dalla esilarante Suor Paola, musica e canti di una improvvisata “band”,  hanno allietato la serata e le riflessioni che molti di noi hanno voluto condividere hanno reso ancor più “familiare” il clima.

Ritornata a Verona e ricalatami nel frastuono delle giornate, mi sono soffermata più volte a pensare, anche con gli amici, all’esperienza vissuta, al modo di organizzare e condurre le giornate, per la verità non tanto usuale per delle suore! Mi è piaciuto il metodo, un po’ sullo stile scout, del gioco, del cammino, dello stare insieme in semplicità e complicità!

Nella lettera ai Corinzi Paolo scrive: “Sia ringraziato Dio, il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della Sua conoscenza….”. Ecco voglio continuare a credere che è ancora possibile vivere un Natale diverso, meno consumistico, più concreto, a sentire il profumo di Dio in mezzo ai fratelli, a credere che si può vivere con coraggio e fede sulle orme di S. Paolo. A vivere in forma meno egoistica, a far stare sempre nelle nostre giornate un po’ di solidarietà verso i nostri fratelli meno fortunati, siano essi nostri colleghi sul posto di lavoro magari venuti da terre lontane per cercare un po’ di fortuna, siano essi bambini o ragazzi di diverso colore per i quali ci battiamo per un po’ di giustizia. Voglio continuare a credere che si può vivere con più coraggio per “sciogliere le catene” che c’imprigionano nel nostro falso perbenismo, nel nostro far finta di “volere il bene”…. Voglio credere che, per ognuno di noi, ci possa essere una “Via di Damasco” che ci folgori con la luce di Cristo.

Un grazie sincero quindi alle Suore Pastorelle per avermi fatto “riscoprire” questo Natale.

Bruna Danese Piubello - gennaio ‘09

Un’altra testimonianza della stessa esperienza si può leggere sul sito www.smimmacolata.it, qui di seguito riportata.

Roma, 18/12//2008-21/12/2008

Nell'anno dedicato a San Paolo 2008-2009, bi-millenario della sua nascita, un gruppo di noi parrocchiani, accompagnati da Suor Giovannina e Suor Flavia, ha avuto la meravigliosa opportunità di ripercorre le tappe fondamentali degli ultimi giorni di San Paolo a Roma prima della sua morte per mano del persecutore romano.
Grazie all'attenta organizzazione, alla guida dell'insostituibile Suor Flavia e al tempo mite e soleggiato, siamo riusciti davvero ad immedesimarci in San Paolo in più occasioni; sull'Appia antica, immersa nel silenzio della campagna circostante forse il momento più suggestivo. Dopo aver percorso un lungo tratto a piedi, Suor Flavia ci ha introdotti ad un momento di raccoglimento grazie alla lettura di un brano del Vangelo, così da immaginare l'Apostolo al suo arrivo in catene atteso dai fratelli cristiani, con lo sguardo verso Roma. Abbiamo provato ad immaginare quali stati d'animo agitavano San Paolo che andava incontro al giudizio romano, in tempi in cui i cristiani venivano perseguitati, costretti alla clandestinità...non doveva essere facile ricoprire il ruolo di guida spirituale. Il coraggio e la forza della Fede fanno miracoli, Egli ne ebbe dono così da annunciare incessantemente ad ebrei e pagani il Regno di Dio e il Vangelo, lo fece anche quando fu agli arresti domiciliari in una dimora dove oggi sorge San Paolo alla Regola. Qui è stata recentemente recuperata la cappella dove la tradizione vuole che fosse tenuto segregato e dove si dice, convertì persino i suoi carcerieri.
Non è mancata la visita al carcere Mamertino, luogo dell'ultimo incontro con San Pietro prima del martirio, così come una tappa alle Basiliche delle tre Fontane sulla Via Ostiense, dove venne ucciso.
L'ultimo giorno ci ha dato l'occasione di una visita molto approfondita alla Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura, luogo simbolo dell'INCONTRO, basti pensare alla recente inaugurazione di una cappella ecumenica, che offrirà la possibilità alle comunità cristiane non-cattoliche di andare a pregare e celebrare la liturgia, così come all'apertura della Porta Santa nel 2000 di Papa Giovanni Paolo II alla quale presero parte 200 delegazioni di Chiese Cristiane, non ultimo fu la cornice dell'invito pubblico nel 1986 che Papa Giovanni Paolo II fece a tutti i capi delle religioni mondiali a partecipare alla preghiera per la PACE ad Assisi.

Infine é proprio a San Paolo Fuori le Mura che si chiude tutti gli anni la settimana della Preghiera per l'unità dei Cristiani. E' davvero toccante la bellezza di questa Chiesa, carica di significati e impreziosita di mosaici bizantini, andata a fuoco, fu ricostruita anche grazie ai doni di importanti capi di stato e principi di tutto il mondo che inviarono marmi pregiati e lapislazzuli dalla Russia, onice e alabastro dall'Egitto etc...
Toccante la liturgia celebrata la mattina presto che ci ha consentito di evitare la confusione e la preghiera davanti alla tomba di San Paolo.

Per concludere, non possiamo non citare l'ospitalità che le Suore Pastorelle ci hanno riservato nella loro Casa di Tor San Lorenzo, in riva al mare... belle le serate passate tra racconti di chi ha prestato servizio nella missione di Pemba, canti, musica e anche riflessioni, provocazioni commoventi regalateci da Don Pasquale Rubino.

GRAZIE DI CUORE CARISSIME SUORE PASTORELLE, POICHE' IL NATALE QUEST'ANNO, E' ARRIVATO CON UN DONO NUOVO...IL RICORDO DI SAN PAOLO!

 

 

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Maria da Luz al Centro Maria Madre del Buon Pastore

Sono tornate in Italia il 9 settembre Sr Rosangela e Sr Lucia, nel link qui sotto le foto del loro rietro. Rosangela e Lucia si tratterranno in Italia fino a qualche giorno prima di Natale, quando rientreranno nella Comunità di Pemba.La lettera che segue è la testimonianza della Comunità di Pemba che il 19 settembre ha vissuto con grande entusiasmo la visita della moglie del Presidente della Repubblica, la signora Maria Da Luz.

"Il giorno 19 settembre 2008 abbiamo avuto la visita della moglie del Presidente della Repubblica, Emilio Armando Guebusa. La “Primeira Dama”, Maria da Luz, si dedica ad attività umanitarie e visita i centri che in ogni parte del Mozambico svolgono queste opere. E’ venuta a Cabo Delgado una settimana e tra gli altri Centri ha visitato anche il nostro che è dedicato a “Maria Madre del Buon Pastore”.

Che bello! Il cortile era pieno di gente, c’erano tutti: famiglie, malati, orfani, amici… eravamo circa 600 persone e tutti cantavano e danzavano facendo ala attorno a lei. Maria da Luz si fermava ogni tanto, per salutare, cantare e danzare insieme.

Abbiamo colto in lei un grande interesse per conoscere cosa si faceva qui realmente. Così che, dopo il saluto di Sr Elisa, il segretario, Moisés Mauricio, a nome di tutta l’equipe che lavora nel Centro di accoglienza, ha informato:
Circa l’educazione: Si aiutano 758 alunni a frequentare la scuola (dalla prima alla 12° classe, pagando la tassa di iscrizione, materiale scolastico, divisa. E in questo ambito accogliamo dal lunedì al venerdì circa 300 bambini e adolescenti nell’Oratorio Kirikù. Inoltre, durante le ferie scolastiche per gli adolescenti si organizzano corsi di formazione in materia di prevenzione dell’HIV.

Nell’ambito della Sanità, sono 91 i malati di SIDA che il Centro aiuta con medicine supplementari (i retrovirali li ricevono dall’ospedale) e una alimentazione adeguata per poter sopportare le medicine che sono molto forti. Visite domiciliari e ospedaliere. Ecco si fa in modo che non si sentano soli in un momento della vita così difficile.

Si curano anche gli orfani cui genitori sono morti di SIDA e molti di loro sono già infettati. Con questi bambini lavorano 4 giovai “attivisti” formati appositamente per svolgere questa attività.

Per raggiungere l’autonomia si propongono alle famiglie varie attività come ad esempio, lavorare in piccoli appezzamenti di terreno (26 famiglie); micro-credito, 32 famiglie; Taglio e cucito 7 famiglie, “machamba” collettiva, cioè lavoro della terra, 19 famiglie.

La signora Maria da Luz, ha ascoltato con grande interesse e poi anche lei ha rivolto un saluto a tutti i presenti e ha dato un messaggio di speranza ai malati, ai giovani, alle mamme perché curino con più attenzione i loro figli, soprattutto le adolescenti. Un invito ad andare a scuola, allo studio serio per un vero sviluppo del Mozambico a far tesoro di quanto stanno ricevendo nel Centro, soprattutto l’educazione.

Ha poi offerto al Centro riso, latte, olio, zucchero, alimenti preziosi e che non bastano mai. La visita è stata davvero bella, una festa di luce e di colori variopinti, con un messaggio di speranza.

Si è trattenuta ancora un poco con noi suore e dopo la sua partenza la festa è continuata con un pranzo per tutti a base di riso, carne e fagioli".
                         Comunità di Pemba

 

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Convocazione del Consiglio allargato

“VOCI E VOLTI” onlus

 

 Carissimi amici di Voci e Volti,

 

desideriamo invitarvi al Consiglio allargato dell’Associazione che si terrà sabato 25 ottobre 2008 (dalle ore14.30 alle ore 18.30) a NEGRAR (Verona) in via dei Peschi, 4.

 

Ordine del giorno previsto

ore 14,30         Accoglienza e saluto iniziale

ore 15,00         Saluto del Presidente

ore 15,15         Momento di formazione con l’intervento con un padre Comboniano sul tema “Gli altri, l’alterità e la missione”

ore 16,15         Scambio in sala

ore 17,00         break

           ore 17,30          aggiornamenti e proposte per Natale 2008

ore 18,30         Conclusione

 

Nella stessa occasione, chi non lo avesse ancora fatto, potrà versare la quota associativa che rimane invariata.

Anche quest’anno aderiamo al 5 per mille a favore della nostra associazione: codice fiscale 93153030239.

Per esigenze organizzative necessitiamo di una conferma della vostra partecipazione, entro martedì 21 ottobre p.v.

 

In attesa di incontrarci, vi salutiamo cordialmente,

 

Verona, 6 ottobre

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La mia africa!!

Lo chiamano 3° mondo e mi son sempre chiesto: ma se il nostro è il 1° mondo, perché l’Africa non è il 2°?

Adesso ho capito; la differenza tra i Paesi occidentali e quelli Africani è abissale. Per questo si passa dal 1° al 3° saltando il 2°.

Sono stato 80 giorni a Pemba, una delle città più povere di uno dei Paesi più poveri del mondo, il Mozambico. Ho visto cos’è la povertà, ho visto cosa vuol dire vivere in una capanna fatta di canne di bambù, pietre, argilla e paglia. Ho visto cosa vuol dire non avere acqua corrente e luce in casa. Ma ho conosciuto anche delle persone. La mia esperienza non si può raccontare solo con i numeri. Servono i nomi dei miei  nuovi amici, servono le loro storie. Ho parlato molto con loro. La prima domanda che mi hanno fatto è: “Perché sei qui?” e la seconda: “Cosa pensi di noi?”. A freddo, dopo pochi giorni che ero lì, ho detto che ero a Pemba per vedere cos’era questo 3° mondo, se era “brutto” come lo descrivevano, che ero rimasto affascinato dagli occhi degli africani perché mi sembravano più sinceri dei nostri, trasmettevano povertà e quindi sincerità.

Ho detto questo a Cosme e lui mi ha risposto: “oh, se lo dici tu…”

Adesso che sono tornato posso rispondere un’altra volta alla domanda: “cosa pensi di noi?”. Caro Cosme, penso che a Pemba ho trovato delle persone spettacolari. Persone, non numeri. E così ho parlato con persone povere, accoglienti, sincere, approfittatrici, senza peli sulla lingua, generose, lente… insomma un po’ di tutto, come un po’ di tutto si trova a Borgaretto (Torino).

Penso che tanti anni di dominazione portoghese abbiano lasciato il segno. Penso che vedere il potere commerciale in mano agli indiani lasci il segno. Penso che vedere che la maggior parte delle persone con responsabilità sono europee o brasiliane lasci il segno. Penso che la corruzione nelle scuole e nel governo lasci il segno. Sembra tutto fatto apposta perché voi pensiate: “Non ce la farò mai a migliorare la mia vita”.

Mi avete accolto come un fratello. Mi chiamavate sempre “Mano Paolo” (mano è l’abbreviazione di Hermano = fratello). Avete avuto il coraggio di raccontarmi la vostra vita e così i racconti che spesso ho sentito sull’Africa povera sono diventati realtà.

So che Borgaretto Comunità arriva anche a Pemba, spero che le Suore abbiano la pazienza di tradurre questo articolo e di metterlo nella bacheca dell’oratorio per farvelo leggere.

Questi 80 giorni con Voi mi hanno fatto crescere, e voglio ringraziarvi, con il mio portoghese stentato ma sincero:

 

Agradeço os animadores,

Agradeço as meninas,

Agradeço as irmas,

Agradeço tudo u mundo mozambicano.

Obrigado de coração!

A tè a prossima

Um abraço

 

Mano Paolo

 

 

RISO E FAGIOLI PER TUTTI!!!

In Mozambico dall’1 al 16 giugno è stata indetta la “festa da criança” (festa dei bambini).

All’oratorio kirikù si sono fatte attività diverse dalle solite. La prima ora anziché essere di lezione è stata di formazione: con l’educazione stradale e la spiegazione di nuovi giochi. Altri giorni abbiamo assistito alle partite di calcio tra animatori, partite tra ragazzine e partite tra animatori e ragazzini. Venerdì 13 c’è stato il grande gioco, con staffette, corse coi sacchi, tiro alla fune e premi per tutti. Ma la giornata che ha riscosso più successo è stata venerdì 6 quando abbiamo cucinato riso e fagioli per tutti i ragazzini dell’oratorio!!

Di solito il venerdì ci sono 400 bambini.  Abbiamo fatto due conti e preparato 30 kg di riso e 6 kg di fagioli.

Ma la voce si è sparsa nel bairro di Alto Gingone e alle quattordici, appena aperto il cancello, continuavano ad entrare un sacco di bambini. Il primo pensiero è stato: “Il riso che abbiamo cucinato non basterà mai per tutti!”. Senza esitare gli animatori si sono messi a cucinare altri 20kg di riso.

Ora non restava che organizzare la distribuzione del cibo. Per tutta la mattina gli animatori e Suor Elisa avevano pulito piatti e scodelle con l’idea di dar da mangiare a tutti nello stesso momento. Adesso con i nuovi arrivi questo non era più possibile… Abbiamo diviso i ragazzi in gruppi di 20 e con pazienza e lavoro siamo riusciti a dar loro un piatto di riso e fagioli. Alla fine della giornata abbiamo contato circa 800 bambini!!!

E’ stato un grande esempio di collaborazione tra animatori e responsabili, ma soprattutto è stata l’occasione per dare un piatto di riso e fagioli a chi spesso non può permetterselo.

                                                      Paolo

 
ASSEMBLEA 2008, AL CENTRO IL BENE DELL’ALTRO CHE “MI GUARDA E MI RIGUARDA

 

E’ stata una giornata vissuta all’insegna della condivisione più profonda e sincera quella che ha contraddistinto l’Assemblea Annuale di Voci e Volti Onlus che si è riunita ancora una volta presso la Baita degli Alpini di Colognola ai Colli di Verona, messa a disposizione con generosità dal gruppo locale degli Alpini e dal Comune di Colognola.

Nella mattinata c’è stato un primo momento di ritrovo tra gli associati che hanno avuto modo di salutarsi e osservare gli oggetti arrivati da Pemba e curiosare tra una serie di cartelloni che per immagini raccontavano le attività principali della missione. Don Luigi Verzè ha celebrato la Santa Messa dove ha ripreso con vivacità i punti su cui si regge una missione in Cristo, suscitando interesse e riflessione tra i presenti.

Durante la mattina si sono alternati al tavolo dell’Assemblea più relatori: per illustrare i progetti e i passi compiuti in Italia da Voci e Volti (Francesca), i progetti sociali ed educativi di Pemba con particolare riguardo al Centro Kirikù e Centro Maria Madre del Buon Pastore (con Paola da poco rientrata da un’esperienza di sei mesi a Pemba), Sr Maria Rosa ha illustrato le attività di catechesi e pastorale guidate dalle Suore Pastorelle,  e infine le attività lavorative concluse e avviate presso la missione (Gabriele).

Prima del pranzo si è inoltre proceduto all’approvazione del bilancio grazie all’intervento di Sr Pasquina e ad illustrare le difficoltà incontrate in quest’anno con qualche spunto per il futuro di Voci e Volti (Daniele). Il pranzo è come sempre stato un momento conviviale e di festa dove tutti i presenti hanno potuto gustare pietanze servite con passione dagli alpini e dai volontari della giornata che hanno contribuito all’ottima riuscita dell’Assemblea.

Nel pomeriggio si è lavorato divisi in gruppi per riflettere sul futuro dell’associazione e su come possiamo porci per contribuire alla buona riuscita dei progetti, tenendo sempre presente che il bene “dell’altro che mi guarda e mi riguarda” è lo scopo di “Voci e Volti”.

 

5 PER MILLE A FAVORE DI Voci e Volti – onlus”

Anche quest'anno c’è un modo molto semplice per sostenere i progetti di Voci e Volti -onlus”. La nuova legge finanziaria ha confermato la possibilità per le persone fisiche e giuridiche di destinare agli enti no-profit il 5 per mille del gettito IRPEF. Il meccanismo è abbastanza semplice: il contribuente che ci vuole sostenere, dovrà solo apporre la firma e il codice fiscale della nostra associazione (C.F. 93153030239) nello spazio predisposto nel modulo per la dichiarazione dei redditi.
Per il contribuente non sono previsti aggravi, come del resto avviene già per l'8 per mille.
Associazione “Voci e Volti - onlus”, Viale Sicilia 20/D, 37138 VERONA, Tel. 045.576836 -
www.vocievolti.it

 
14.05.2008 - CONVOCAZIONE ASSEMBLEA 2008

Carissimi amici di Voci e Volti,quest’anno la nostra Assemblea ordinaria si terrà domenica 8 giugno 2008 (dalle ore 09.00 alle ore 17.30) a COLOGNOLA AI COLLI (Verona) presso la Baita degli Alpini, in  Via Nobile.

Ordine del giorno previsto

ore 09,00           Accoglienza e saluto iniziale

ore 09,45            Celebrazione Eucaristica

ore 10,45            Presentazione delle attività svolte nell’anno 2007 e bilancio

ore 13,00            Pranzo

ore 14,30           Partecipazione ai progetti futuri attraverso gruppi di studio – condivisione in assemblea -      approvazione del bilancio 2007

Varie ed eventuali.

             ore 17,30          Conclusione

 

Allargate l’invito ad amici e simpatizzanti. Nella stessa occasione, chi non lo avesse ancora fatto, potrà versare la quota associativa che rimane invariata.

Anche quest’anno aderiamo al 5 per mille a favore della nostra associazione: codice fiscale 93153030239.

Per esigenze organizzative abbiamo bisogno di una conferma della vostra partecipazione, entro il 2 giugno p.v.

21.03.2008 - LA PASQUA DI VOCI E VOLTI

Carissimi Amici,

auguriamo a voi tutti e alle vostre famiglie una Pasqua di serenità e di gioia.

In questo particolare momento vogliamo ripensare al messaggio di Voci e Volti che si esprime “nell’altro mi guarda e mi riguarda” con la consapevolezza che, se apparteniamo a questa associazione, abbiamo uno sguardo verso l’altro. Non solo al popolo di Pemba, ma rivolto a tutti coloro che versano in situazioni di disagio e sconforto. Siano essi uomini di altre terre o nella vita di tutti giorni, nostri vicini di vita.
“L’occhio della carità è l’unico che vede giusto”. Di questo siamo certi. E il Signore che nella Pasqua si rinnova ci invita ad osservare gli altri con gli occhi della carità e dell’amore, l’unico sguardo che permette di impegnarsi ogni giorno per dare a tutti una vita giusta e dignitosa.
La testimonianza di Voi tutti è forte e lascia ogni giorno meravigliati: si tocca con mano l’entusiasmo e la vicinanza verso la missione, diverse parrocchie si sono organizzate con pranzi e lotterie per donare il ricavato, attraverso l’associazione, a tanti Voci e a tanti Volti, altri anche personalmente hanno offerto una donazione con il cuore. Diverse classi scolastiche durante la quaresima hanno rivolto il proprio sguardo all’Africa per “dare un’identità ad un bambino” o per sostenere l’oratorio Kirikù, altri gruppi hanno collaborato per il progetto aids, molti continuano con tanta puntualità e affetto a versare mensilmente le quote per le adozioni. Tutto questo, insieme alle testimonianze che arrivano dalle parole di Paola, in missione a Pemba, confermano che “l’occhio della carità è l’unico che vede giusto”.

 

Dal Consiglio Direttivo e dalle Suore Pastorelle,
un augurio di una serena e Santa Pasqua.

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Proseguono a gran ritmo le attività di Voci e Volti nella missione di Pemba, non si ferma nemmeno un giorno il Centro Maria Madre del Buon Pastore che prosegue nel sostegno delle famiglie più bisognose, non si ferma anzi accelera il gran lavoro del Centro Kirikù dove Paola insieme agli operatori locali aiutano i ragazzi nell’apprendimento scolastico e offrono loro momenti ludici. Sono da poco terminate anche le piogge che hanno creato non poche difficoltà agli abitanti locali, come notiamo sotto da una testimonianza inviataci da Paola. Ora è arrivato un bel caldo africano che regala un sole brillante e l’azzurro del cielo. Paola qui di seguito racconta due aneddoti, il primo riferito a tutto il mese di marzo e alle attività intraprese al Kirikù in particolare ai “Giochi senza Frontiere” vissuti in questa settimana di Pasqua. La seconda è un racconto di circa un mese fa, quando ancora pioveva….
 
Marzo 2008 - Questo mese è stato all’insegna dell’attività fisica!
I ragazzi hanno ripreso le competizioni di football con i vari gruppi del quartiere, durante i fine settimana, uscendo spesso vincitori. Le ragazzine dopo aver dimostrato l’interessa a giocare, sono state selezionate essendo un gruppo abbastanza numeroso. Ora dopo alcuni allenamenti e prove si sta formando una bella squadra che presto sarà pronta per competere con gruppi femminili locali.
In aggiunta a questo tipo di gioco, che in verità per i ragazzini è l’Unico, abbiamo iniziato ad allenarci per il “Gioco senza Frontiere”, organizzato per la settimana di Pasqua. E’ stato un modo per iniziarli al valore del gioco di squadra, al senso proprio della competizione e della verifica delle loro potenzialità. Hanno potuto partecipare tutti, in gruppi differenziati per età, ed è stato interessante verificare che proprio i più piccoli hanno dimostrato grande interesse al gioco, alle regole, rispetto delle dinamiche proprie della competizione e sono stati in grado di costruire una buona relazione e collaborazione di gruppo. Il valore del gioco è molto importante nella crescita psico-fisica e sociale dei ragazzi e credo che questa esperienza li abbia fortificati ed uniti ancora di più.
La festa era prevista proprio per loro, i ragazzi, e finalmente è arrivato il 19 marzo e nonostante il timore della pioggia, il centro Kiriku si è riempito, e tutti sono arrivati con una puntualità estrema, perché sapevano che si dovevano costituire le squadre. Avevo preparato strisce di tessuto di più di 20 colori, per distinguere i vari gruppetti, ma non sono bastati: abbiamo aggiunto vari simboli con colori diversi direttamente disegnati sulla fronte dei bambini e ragazzi. Poi divisi in due gruppi grossi abbiamo iniziato le gare. Io e Dedita con i più piccoli (Juniores, dai 5 agli 8 anni) avevamo ben 17 gruppi, mentre Cosme e Gamito alle nostre spalle hanno suddiviso i più grandi in almeno 9 gruppi.

I giochi erano svariati: dalla corsa con i sacchi, a quella a tre gambe, staffetta e percossi vari, giochi con la palla e cavallina, e come prova per la qualificazione finale si sono battuti al tiro alla fune. Il tempo era poco altrimenti credo che anche gli animatori si sarebbero divertiti a giocare, ma è stato un momento molto bello, fino al momento della premiazione. Mentre i più piccoli hanno avuto 5 gruppi di vincitori a pari-merito (strategia appositamente voluta), i maggiori sono stati qualificati in primo, secondo e terzo posto e, con effetto speciale, sono state le ragazze a vincere il primo premio, battendo i ragazzi più vecchi, che hanno rischiato perfino di essere battuti, dalle ragazzine più piccole che sono arrivate terze. Per questi ragazzi non è facile perdere e già abbiamo avuto qualche dibattito sull’argomento per cui ci sono rimasti male, ma passerà, invece le ragazze erano felicissime e noi tutti con loro, come credo che si possa verificare dalle foto.
Il 20 marzo come premio Elias (il responsabile dell’allenamento delle ragazze) ed io abbiamo aperto l’oratorio solo per loro e hanno giocato per 2 ore, alcune avevano ancore le strisce identificative del gruppo del giorno precedente, e le vincitrici il cappellino in testa, sono entrate correndo e dandomi il 5….
Quando sono pochi è bello relazionarsi con loro: abbiamo parlato un po’ dell’essere responsabili e rispettosi dell’ambiente che ti offre l’opportunità di giocare, rispetto delle persone e dei compagni di gioco, anche se avversari. Mi sembra che questo gruppetto stia crescendo bene ed il fatto che delle ragazze abbiano il tempo e l’opportunità di frequentare l’oratorio, potendo studiare un po’, apprendere a ricamare ed allo stesso tempo giocare e divertirsi, crescendo in un clima sereno di relazione ed aiuto, possa essere un grande vantaggio, dato che a casa già hanno forti responsabilità e poco aiuto.

Speriamo che questi siano i segnali che le cose stanno cambiando anche qui per la donna.

               Buona Pasqua a tutti

                       PAOLA

 

Febbraio 2008 -  “Si stava alzando un vento forte da tromba d’aria e lontano già si vedeva il temporale, essendosi già presentate situazioni simile, alle 13.20 stavo andando a dire ai bambini lì in attesa di tornarsene a casa quando è arrivato, come una furia, un acquazzone fortissimo, per 30 minuti sono arrivati piccoli e meno gridando e bagnati fradici a proteggersi sotto la nostra tettoia, in giro non c’era nessuno solo loro, anche due animatori eroici sono arrivati da lì a poco, completamente bagnati. Assieme a noi c’era anche l’infermiere che lavora con noi e la sua moto che non è riuscito ad uscire dal cortile. Non appena la tempesta si è ridotta un poco abbiamo pensato di mandare a casa quei pulcini bagnati ad asciugarsi, sarebbe piovuto tutto il pomeriggio. Ma non siamo riusciti, alcuni ragazzi fuori continuavano a dirci che “….questo è tempo di fame e non si poteva negare loro il panino…” Così li abbiamo fatti entrare tutti e vi assicuro che i loro occhi mostravano quasi la commozione…alla fine ha anche smesso di piovere e così per un’oretta abbiamo giocato tra le pozzanghere per non dire fiume di acqua che attraversa il giardino. Si sono divisi in gruppetti ed in autonomia si sono formati le loro squadre di calcio dividendosi per età, con tanto di arbitro a cui ho concesso il fischietto, chi con la corda, chi con la palla per palleggiare, solo i più piccoli sono rimasti riparati sotto la tettoia aiutando a fare le punte alle matite mentre alcuni degli animatori approfittavano per prepararsi un po’ le lezioni.

Spesso noi non ci rendiamo conto di quali siano le loro necessità……forse nelle loro case entra più acqua che nel nostro portico!                                            PAOLA

  

19.03.2008 - CONTRIBUISCI ANCHE TU CON IL 5 PER MILLE

Carissimi Amici,
vogliamo ringraziare quanti in questi anni hanno donato il 5 per mille a Voci e Volti Onlus, contribuendo così alla crescita dei progetti della Missione africana.
Desideriamo rinnovarVi l’invito anche per quest’anno, per essere vicini all’Associazione e alla sua Missione che continua a crescere accanto alla popolazione di Pemba, città nel nord del Mozambico.
La formula è sempre la consueta: è necessario segnare la casella “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale…”, firmare ed indicare il codice fiscale:
C.F. 93153030239 nell'apposito spazio presente nel modulo per la dichiarazione dei redditi”.
Per il contribuente non sono previsti aggravi, ma questo semplice gesto può aiutare a raggiungere i grandi obiettivi che l’Associazione continua a proporsi.
Su
www.vocievolti.it e nel link qui sotto, troverete un modulo da stampare e da consegnare ai vostri amici e conoscenti che possono contribuire con questa semplice scelta.

Certi di una vostra preziosa collaborazione, un caro saluto
Per Voci e Volti - Francesca Paradiso

 

AGGIORNATA LA SEZIONE NEWS FROM MOZAMBICO

Sono stati inseriti tre nuovi articoli sul sito internet www.vocievolti.it nella sezione News From Mozambico. Evidenziate in giallo si possono leggere alcune notizie aggiornate dal paese africano.

 

28.01.2008 - LE NOVITA’ DEL 2008

Cari amici di Voci e Volti, è iniziato un nuovo anno, molti di voi hanno ricevuto il notiziario mentre chi non lo avesse ricevuto può richiedere i prossimi numeri inviando una mail a info@vocievolti.it, oppure è sempre possibile consultarlo sul sito www.vocievolti.it, scegliendo Informazione e Notiziario. Con piacere desideriamo ricordavi che è possibile versare la quota associativa (Euro 25,00) per essere così soci sostenitori che condividono lo spirito dell’Associazione < “Voci e Volti Onlus” senza fini di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, di tutela dei diritti civili nei confronti di tutti coloro che ne sono esclusi, con particolare riferimento alle popolazione dei Paesi in via di sviluppo>, come recita lo statuto. Stiamo provvedendo a registrare i versamenti ricevuti ultimamente, moltissimi di voi infatti, hanno rinnovato le adozioni e versato quote per sostenere i progetti della Missione, per questo vi ringraziamo e vi faremo avere al più presto le note specifiche. La quota dell’adozione è di 360,00 Euro annui da versare con la modalità preferita: in rate anche mensili trimestrali o annuali, tramite i consueti versamenti. Vi chiediamo di avvisare qualora non intendiate proseguire con l’adozione in modo da poter affidare nuovamente la famiglia. Le comunicazioni vengono inviati tramite le poste italiane, ma chi di voi avesse un indirizzo di posta elettronica può comunicarlo a info@vocievolti.it per velocizzare tutte le attività. Dal 1 gennaio per tutti gli amici e sostenitori che effettuano versamenti tramite banca è obbligatorio usare il codice IBAN: Per la Banca popolare Etica: IT57 B050 1812 1010 0000 0511 590 Per la Banca popolare di Verona: IT 05 K 05188 11718 000000302085 Per il Banco Posta: IT 11 L 07601 11700 000038087524 MATERIALE PER INCONTRI Sono arrivate all’Associazione molte richieste di gruppi parrocchiali ma anche di scuole materne ed elementari per ricevere materiale dei progetti che Voci e Volti sta sostenendo. Dalle scuole in particolare le richieste vengono indirizzate verso “Dai un’identità ad un bambino” e ancora il “Progetto Kirikù”, per i gruppi di adulti l’attenzione si orienta verso l’assistenza medico-sanitaria e la prevenzione all’Aids. I progetti sono di seguito elencati sinteticamente. Chi desiderasse ricevere informazioni e materiale ad hoc sugli interventi della missione, basta mandare una mail ad info@vocievolti.it oppure contattare direttamente Voci e Volti (37138 Verona - Viale Sicilia, 20/D - Tel. 045.576836 - Fax 045.8197295). PROGETTO KIRIKU’ Kirikù” è il nome di un bambino africano di un cartone animato. Nelle avventure di questo piccolo eroe si evidenziano atteggiamenti e scelte di: coraggio, intraprendenza, amore per gli altri, collaborazione, trionfo del bene e rispetto della natura. E’ divento ispiratore del Progetto di animazione e sostegno scolastico per numerosi bambini e giovanissimi, dai 4 ai 15 anni, che si incontrano ogni giorno nel cortile delle Suore Pastorelle di Pemba (Mozambico). Grazie alle collaborazioni l’Associazione “Voci e Volti-onlus” può dare continuità al processo formativo avviato e a garantire a ciascun ragazzo un panino ogni giorno. DAI UN’IDENTITA’ AD UN BAMBINO L’Associazione collabora per iscrivere all’anagrafe tanti bambini di Pemba in Mozambico. Potranno così contare i loro anni ed occupare un posto riconosciuto da tutti. Questa attività viene svolta dal Centro “Maria Madre del Buon Pastore” coordinato dalle Suore Pastorelle, il quale si impegna a: - sensibilizzare le famiglie ed effettuare l’iscrizione presso l’ufficio competente; - attrezzare un archivio per conservare il documento in modo da evitare che, per la precarietà delle capanne, venga rovinato dall’acqua o rubato. PROGETTO AIDS Grazie a questo progetto si può collaborare con l‘Associazione per organizzare un “Posto di Salute” presso il Centro Maria Madre del Buon Pastore a favore delle donne e dei bambini malati di Aids. L’obiettivo è quello di informare con corsi di prevenzione le donne sul rischio del contagio, fare diagnosi precoce, fornire medicinali specifici. Un’attenzione particolare viene riservata per il trattamento delle mamme in stato di gravidanza per fare in modo che esse vengano inserite nei programmi nazionali di aiuto alla nascita, provvedendo per il latte ai figli nati sani per il primo anno di vita.

 

28.11.2007 – PARTENZE, ARRIVI E RACCONTI

Cari amici, queste sono settimane intense e piene di gioia per chi vive l’amicizia con Pemba, con i suoi volontari e collaboratori. Sono giorni fatti di partenze, arrivi e ritorni. Sono tornate proprio stamani i volontari della mail che tra poco leggerete che hanno fatto servizio per 15 giorni a Pemba, ritornano anche Valentina e Laura dopo 3 lunghissimi mesi che di certo non scorderanno facilmente. Tre mesi di attività ludica e formativa con i bambini del Centro Kirikù insieme agli educatori del luogo. Bellissime anche le partenze: Paola che resterà a Pemba fino ad aprile per un grande progetto e Suor Flavia e Suor Giuliana che faranno visita alle loro sorella fino a metà dicembre. Paola in una mail ci scrive: “Siamo arrivati finalmente dopo tre giorni di peripezie tra aeroporti vari ed alberghi di lusso. Qui e' gia' molto caldo e non mi sembra vero di essere ritornata. Saluti ed accoglienza a passi di danza sono stati meravigliosi. Per i collegamenti con i computer bisogna aspettare un attimo, per dire: Suor Dina mi chiede perche' la stampante non va, allora guardando dietro ho visto che era tutto staccato dalla presa della corrente, sia stampante che tutti gli altri computer della sala. Ecco risolto il problema! Evidentemente a qualcuno serviva la multipla ed ora non si sa piu' dove sia finita, un problema da poco, eppure qui e' tutto fermo!” PEMBA, 26 NOVEMBRE 2007 Carissimi amici, eccoci qua, finalmente in Africa. Siamo 4 volontari partiti dall’Italia il 12 novembre: Michele, detto Miguelito, Luigino, detto Patrao Luis, Giacomo, detto Tiago, e infine io, Alessia. Quella di Michele è la prima esperienza qui a Pemba, per noi invece è la seconda volta. Arrivati alla missione, abbiamo notato subito dei cambiamenti: il centro accoglienza è finito ed è veramente bello, i capannoni sono in fase di montaggio, i containers sono tutti in ordine e anche i bagni sono stati terminati. Quello che non è cambiato, però, è l’accoglienza di questa meravigliosa terra e in particolare delle fantastiche irmas (Suore), che ti fanno sentire come a casa: Irma Rosangela, Elisa, Dina, Lucia e Franca, che non finirò mai di ringraziare. Alla mattina Michele ed io aiutiamo Giacomo e Luigino nei lavori di sistemazione casa (elettricità e impianto dell’acqua), prepariamo i panini per i bambini che tutti i giorni affollano l’oratorio oppure andiamo nei bairos a visitare le famiglie adottate. Nel pomeriggio, invece, aiutiamo gli educatori coi ragazzi, in particolare facciamo giocare i più piccoli che sono molti e vivaci, ma il loro affetto ci ripaga di ogni fatica. Domenica siamo stati alla scuola dove viene celebrata la liturgia della parola e alla fine il catechista ci ha presentati alla comunità. Subito ero imbarazzata ma i sorrisi che scorgevo sul volto delle persone mi hanno rasserenata e mi hanno colmato il cuore di gioia. Purtroppo siamo ormai alla fine del nostro viaggio. L’ultimo giorno è sempre il più triste, chissà se riusciremo a tornare ancora dalle nostre Irmas a Pemba e riempire il nostro cuore di semplicità, sorrisi e calore. Pregheremo il Signore che continui a dar loro molta forza per affrontare le fatiche di ogni giorno.

 

Un caro saluto a tutti, Alessia e compagni

 

 
SI SCOPRE L'AFRICA
 
E’ vero che l’Africa si scopre a poco a poco... e ogni giorno è una sorpresa! ...e ogni giorno è un’avventura... e ogni giorno è una crescita...

Sono qui da due mesi, ma lo stesso continuo a stupirmi dei volti, degli occhi, delle mani... di questi bimbi!

Si! Perchè sono qui con un’amica che studia con me scienze dell’educazione all’Università di Padova, per fare un progetto di tirocinio tra i bambini di Alto Gingone, ospite delle Suore Pastorelle qui a Pemba in Mozambico. Dovevamo rimanere fino al 23 ottobre, ma il periodo di permanenza lo abbiamo prolungato per un altro bel mese! E i motivi sono due principalmente: il primo è perchè qui stiamo davvero tanto bene! Il secondo perchè vogliamo continuare il nostro progetto, in due mesi siamo riuscite ad avviarlo, ma vediamo la necessità di rafforzarlo anche con degli incontri formativi con gli educatori di qui, naturalmente di crescita comune!

Ma cosa facciamo di preciso qui?

Diciamo che cerchiamo di dare un sostegno scolastico ai bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni, tutti i pomeriggi, utile sia per chi va a scuola che per chi non ci va. Il “doposcuola” inizia alle 13.30 con mezz’oretta di accoglienza, alle 14.00 circa suddividiamo i bambini per classi sotto a dei magnifici cajú che ci sono nel cortile dell’oratorio, e ogni classe con un educatore segue per un’oretta la disciplina programmata per quel giorno, tra portoghese (lingua nazionale), matematica, musica, educazione alla salute, scienze sociali (storia e geografia). Nella seconda ora normalmente ogni classe con il proprio educatore si intrattiene con gioco, o cucito (le bambine con suor Rosangela), cercando ogni giorno di dare una finalità, un obiettivo a questa ora di “svago”, con tematiche prosociali, che mirano a vivere bene insieme, a valorizzarsi e trovare l’originalità di ognuno!... Alle 16 un bel panino per i circa 300 bambini e poi tutti a casa!

Tutto questo nella complessità di lavorare in un contesto e in una cultura completamente diversa dalla nostra! A partire dai tempi, dai ritmi, dalla lingua, dal materiale,... Ma tutto questo è uno scoprirsi... è uno stare insieme... è un condividere... a volte è un soffrire... è apprendere... è vivere... è amare... completamente e totalmente amare!

Seguendo il nostro obiettivo di studentesse, stiamo girando per alcune scuole della zona, intervistando i direttori e assistendo a qualche lezione... Questo per vedere come funziona la scuola, come è organizzata, strutturata e tutto è molto interessante!

In questo tempo, vivendo con questa comunità di Pastorelle, varie domande mi passano per la mente, e la prima è questa:

Ma come cavolo fanno queste suore ogni giorno, ad alzarsi, e avere la forza di fare tutto quello che fanno?

Sono davvero incredibili! Continuano a stupirmi ogni giorno!

Elisa per prima! Si occupa di coordinare il progetto che sostiene famiglie, orfani e malati di Aids...E’ bello osservare come lei incontra la gente e la aiuta, un giorno le famiglie adottate, un giorno gli orfani, un altro i malati di Aids! Per ognuno ha una parola... per ognuno porta tanta, tanta pazienza... nonostante loro continuino a chiedere chiedere chiedere...! C’è poi Rosangela! E’ bello andar con lei a far commissioni in città, conosce tutti e tutti le vogliono un gran bene e per tutti ha una buona parola...troppo forte!

Con suor Franca abbiamo fatto dei bei giri! Tra le spiagge del magnifico Oceano Indiano, l’uscita a Nangololo quasi al confine con la Tanzania, in mezzo al mato (savana) e tra le aldeie (piccoli villaggi) della sua missione, tutte un pò fuori da Pemba... e tutte così ricche di storia e di cultura... e mi riferisco soprattutto ai volti dei maconde (etnia del nord) che abbiamo incontrato! Così “vissuti” e segnati dal tempo che ti fanno tenerezza al solo guardarli.

Con suor Dina abbiamo visitato la radio diocesana, dove lei “lavora” e con lei si chiacchiera di tutto, dato il suo soprannome “relazioni pubbliche” che già lascia intendere la sua predisposizione alla parola e al farsi attendere in ogni occasione...

Suor Lucia in diocesi lavora sempre come una matta e la sera non ci esonera dai suoi racconti e dalle sue avventure sempre divertenti...

E qui i giorni passano tra gente che deve imparare a lavorare... gente che per un nonniente se ne sta a casa... e gente che si ammala continuamente...

La scorsa settimana abbiamo partecipato agli incontri missionari tenuti in diocesi, e sabato siamo andati in missione! Ogni gruppo aveva come destinazione una comunità! Io sono andata a Miesi con suor Franca.

A gruppetti di tre siamo andati incontro alle persone, nelle loro case, nella loro vita... E non era solo il sole a scaldarci per benino! Ma soprattutto l’incontrarsi... il salutarsi... il parlare con la gente... così curiosa e timorosa... naturalmente, come al solito, i primi ad accoglierci sono stati i bambini! E che ridere quando anche loro con noi facevano la benedizione con le loro manine in alto... Grande testimonianza e reciproca crescita è stato l’incontro con un nonnino mussulmano seduto sulla stuoia davanti casa mentre intesseva la paglia. Con lui abbiamo chiacchierato un pò... chiedendo e scambiando pareri sul Ramadam e sulle nostre abitudini in campo di digiuno. Bhè! La cosa più bella l’ha detta lui alla fine: “Ormai non ho più fame! Mi sono saziato parlando con voi! Grazie!”... Incredibile!

Che dire! Le cose da dire sono molte! E da vedere ancor di più... Tutto quanto è così grande... così forte... che mi ripeto in continuazione che i miei occhi son troppo piccoli per poter contenere!... Eppure tutto così immensamente vero!

Lascio aperto il mio cuore... e cerco di riempirlo con tutto quanto quest’esperienza mi sta dando!

Chiudo gli occhi... e vedo ogni volto... e sento ogni voce... e vedo ogni luogo... non resta che amare... così semplicemente! Amare!
 
vale
 
 
I GIOVANI DI BIELLA RACCONTANO
 
Quando torni dall'Africa, l'Africa rimane, e i giovani di Biella lo hanno provato. Ecco il loro racconto dell'esperienza vissuta a Pemba e di come stanno vivendo il loro ritorno.

Si scende dall'aereo: finalmente Africa.
Le capanne sulla strada che porta alla missione assomigliano a quelle viste in qualche documentario, ma l'emozione del cuore è tutta nuova, come lo strano profumo dell'aria e il calore piacevole che ci avvolge mentre l'attenzione viene catturata dal rosso della terra, dal giallo della paglia dai volti neri dei bambini che giocano fuori dalle paliate (capanne).
Entriamo nel cortile e con grande sorpresa, eccoci davanti a qualche centinaio di bambini, tutti neri, seduti ordinati sotto la tettoia: non sappiamo che fare, sono a qualche metro di distanza ma non osiamo avvicinarci; agitiamo le braccia per salutare, loro ci imitano e guidati dagli animatori iniziano a cantare: ecco che senza sapere come, ci troviamo circondati da una moltitudine di manine scure, sporche, come quelle di qualsiasi bambino intento nel gioco, che curiosamente stringono le nostre, ci accarezzano, ci toccano... non si può descrivere l'emozione provata per un'accoglienza simile.
Così è iniziata la nostra avventura di 26 giorni a Pemba con le suore di Pastorelle, ma che continua a casa, perchè qualche cosa dentro di noi è cambiato, e perchè cerchiamo di trasmettere a chi ci circonda ciò che abbiamo scoperto. Questo sogno è nato dal gruppo del Centro Missionario Diocesano Biellese, un gruppo di ragazzi che ha vissuto un'esperienza missionaria e crede che il modo migliore per testimoniare ciò che hanno visto è fare in modo che altri giovani lo vedano; così è nato il corso "venite e vedrete", dalla risposta che Gesù dà quando gli viene chiesto "Signore, dove abiti?" e dopo un anno di preparazione, 35 giovani sono partiti per diversi luoghi: Mozambico, Tanzania, Perù, Brasile e India, portando ovunque un piccolo "presente" in denaro, segno della sensibilizzazione trasmessa alla gente biellese.
Il nostro gruppo destinato in Mozambico e capitanato da Don Gabriele è costituito da giovani tra i 24 e i 17 anni, Giorgia, Giorgio, Martina, Adele, Eleonora, Samuele, Elisa, Silvia.
La prima settimana abbiamo cercato di essere utili nei preparativi per la grande festa del Giubileo  della diocesi di Pemba (50 anni di vita), e dopo il grande evento ci siamo impegnati nell'aiutare in casa o ad accompagnare le irmas (suore) nelle loro occupazioni, come andare al mercato, visitare le famiglie in adozione, aiutare con i pacchi per i malati di AIDS o giocare con i bambini che andavano con le mamme al centro di accoglienza... e il pomeriggio con i bambini e gli animatori del centro Kiriku, il "doposcuola" della Missione (anche se sono molto pochi i bambini che possono andare a scuola).
Tutto di quella realtà colpisce, nulla lasciava indifferenti: specie i primi giorni. Non è facile riuscire a capire una cultura diversa e accettare ciò che si vede: molta è la confusione del trovarsi in un mondo tanto povero quanto allegro, semplice e gioioso... così ricco sotto altri aspetti, tra cui la fede, che a volte ci ha fatto sentire  "poveri" davanti a loro. Abbiamo scoperto le virtù di una Chiesa giovane, che vive della fede e del lavoro dei laici e non dei preti, così rari da essere tanto preziosi, e le Messe più lunghe rispetto le nostre, non sono mai state noiose, caratterizzate da canti e danze festose.
Ciò che ci ha segnato in modo più profondo è stato sicuramente il tempo passato con i bambini e gli animatori del centro Kiriku: i bambini ci hanno conquistato subito con il loro modo di essere semplici e con la curiosità di toccare la nostra pelle chiara, i capelli, le unghie, il naso... di insegnarci qualche parola nella loro lingua, un nuovo gioco, o di offrirci uno dei loro frutti così preziosi.
Con i bambini è sempre un po' più facile, ma con gli animatori, ragazzi e ragazze della nostra età, è stato un incontro speciale; quando si è più grandi si sentono maggiormente le differenze che ci distinguono, ma la voglia di stare insieme e di conoscersi ci ha portati non solo a scavalcarle, ma renderle virtù anzichè barriere, fino a ritrovarci a giocare come bambini, a ballare, a ridere insieme... e al momento dei saluti anche a piangere perchè abbiamo scoperto quanto siamo uguali e il colore della pelle ci ha portati a legarci ancor più fortemente che se fossimo stati tutti bianchi o tutti neri.
Abbiamo imparato tanto da loro, da molte delle persone incontrate, tra cui tanti giovani, da chi ci ha ospitato, come le Suore di Gesù Eucaristico o Padre Federico di Namuno, e dalle Suore Pastorelle, in particolare vivere con loro quest'esperienza è stato un dono: non solo ci hanno guidato raccontandoci e spiegandoci ciò che non si riusciva a vedere o capire, ma hanno saputo coccolarci, consolare, incoraggiare e ci hanno trasmesso la loro forza, la determinazione, la gioia, l'energia, l'amore, la fede... a cambiare il nostro sguardo verso tutto ciò che ci circonda e ad accrescere il nostro rapporto con la fede, è sicuramente anche l'aver vissuto per un mese a stretto contatto con persone come loro, un po' sante, che hanno deciso di dedicare la loro vita agli altri in modo speciale, testimoniando in continuazione l'amore del Padre e colorando questo mondo di speranza.
Ad un mese dal ritorno ci sentiamo cambiati, abbiamo ancora tante, tantissime domande a cui non c'è risposta e a volte è difficile descrivere a parole questa sensazione, questo misto di gioia e tristezza; c'è un po' di nostalgia e non è facile raccontare ciò che abbiamo vissuto, spesso ci sembra di non riuscire a trasmettere gli aspetti più importanti; ora dobbiamo riuscire a portare tutto ciò che abbiamo visto e provato ai nostri amici, alle nostre parrocchie, ai nostri oratori o gruppi scout e dobbiamo parlare pronunciando i nomi delle persone che abbiamo conosciuto perchè l'Africa non è più la terra terra rossa o la paglia gialla, ma sono i volti e i nomi delle persone a cui ora vogliamo bene, sono i loro occhi e le loro storie, i loro insegnamenti. "Dove abiti Signore?" "Venite e vedrete": abbiamo visto dove abiti Signore, ma è stato bellissimo vedere come sei vivo nella gente che abita in capanne di terra e paglia, troppo strette per dormire tutti tra le mura o magari con il tetto rotto, incontrarti negli occhi dei piccoli e dei giovani che ridono divertendosi con un pallone fatto di immondizia o soffrono coricati su una stuoia con le lacrime agli occhi senza più forze.
Un pezzetto del nostro cuore è rimasto là, a giocare con i bambini ed ad ascoltare le parole delle Pastorelle, immersi in mille pensieri e in mille sensazioni che confondono, ma più ti senti confuso più sperimenti la tua piccolezza e più ti rendi conto di essere piccolo, più ti sembra di avvicinarti al Signore.
 
I giovani del gruppo "Venite e vedrete" di Biella.
 
 
 
UN CORSO PER PAOLA E MANUELA
 
Paola e Manuela sono due giovani volontarie che presto partiranno per l’Africa, destinazione Pemba, naturalmente con l’Associazione Voci e Volti. Da settembre frequentano al Centro Unitario Missionario (CUM) di Verona il Corso di preparazione per Africa e Madagascar.
Il corso è composto di 66 persone di cui 32 per Africa-Madagascar e 34 per America Latina. “Il gruppone – spiega Manuela - è un misto di sacerdoti, laici e Suore internazionali: italiane, albanesi, brasiliane, una etiope, una congolese, una tanzaniana, una dalla Costa d'Avorio e una indiana. Sacerdoti e laici provengono da tutta l’Italia: Veneto, Lombardia, Toscana, Sicilia, Emilia Romagna e dal Piemonte. In ogni partecipanti c'è molto entusiasmo, voglia di condivisione, voglia di partire... ognuno con i propri timori. Molti laici sono concentrati sulla la voglia di creare e di portare avanti i loro progetti, nei religiosi e in alcuni laici traspare invece la voglia di "missione" intesa come cammino spirituale ed io personalmente mi sento parte di questo secondo gruppo”.
“Tra i partecipanti – aggiunge Paola - ci sono anche due bimbi: Zaccaria di 2 anni, e Benedetta di 4 mesi. Il corso è organizzato molto bene, con tempi per lezioni frontali alternati a momenti di riflessione, di studio personale ma anche di condivisione di gruppo. La mattinata inizia con la recita delle Lodi, poi quasi tutta la giornata è densa di attività. Alle 18.30 si conclude la giornata con i Vespri e la Messa, a volte nelle differenti lingue con cui si parlerà nei vari stati che ci accoglieranno. Le serate sono libere ma è bello come siamo riusciti ad organizzarle spesso assieme o con la visione di un film interessante o con canti o ancora con piccole gite a scopo culturale”.
Paola e Manuela prossime partenti ci raccontano così le loro motivazioni, Paola è già stata a Pemba a febbraio 2007 e a novembre vi ritornerà per restarvi circa due anni in un progetto lungo e ambizioso, ora spiega cosa cercava nel corso del Cum: “Le mie aspettative per questo corso erano di trovare un pò di tempo per riflettere sulla mai partenza, condividere dubbi ed entusiasmo per la missione con altri e accrescere anche le mie conoscenze sul paese in cui sto per iniziare la mia attività missionaria: tutto questo direi che si sta realizzando pienamente. L'aggregazione e la condivisione sono state favorite da attività di gruppo con dinamiche varie proposte da due signore molto in gamba, che il sabato mattina ci aiutano a fare una bella revisione della settimana. La struttura del Cum è decisamente comoda ed offre alcune alternative interessanti per i pochi momenti liberi, come il centro raccolta testi e notizie dai paesi del sud (Cedor), molto fornito, sale grandi per proiezioni, sala computer e sala giochi, un bel campo da calcio che ha visto in questi giorni varie sfide dei partecipanti al corso e numerose altre comodità tra cui biciclette  e tanto spazio tranquillo dove meditare. Un'altra attività interessante che stiamo sperimentando è la lettura popolare della Bibbia, grazie a Soave, che dopo 20 anni in Brasile ci sta riportando alcuni esempi di come si lavora con la gente”.
Manuela racconta: “Le mie motivazioni personali sono crescere in una formazione per lavorare al meglio nella missione e per rendermi il più disponibile possibile: imparando, conoscendo e condividendo. Ho apprezzato molto la prima parte dei corso relativa alla "Spiritualità Missionaria", siamo stati accompagnati da Padre Danilo Cimitan (comboniano) e mi ha molto coinvolto il corso di storia africana e il corso sulla globalizzazione/Geo-politica. Oltre la parte teorica ho apprezzo molto anche la parte spirituale come la lettura popolare della Bibbia, le Lodi, i Vespri e la Santa Messa. In questi momenti la partecipazione è libera, ma a mio avviso importante per il cammino missionario...perchè la missione non è solo Africa o l’America Latina ma la missione è la nostra vita”.
 
 
RIFLESSI DI UN'ESPERIENZA TUTTA AFRICANA
 
Sr Maria Rosa è a Pemba dall'inizio di agosto con i ragazzi di Biella. Una lettera che testimonia il percoso dell'Africa in questi anni, con uno sguardo al Giubileo appena vissuto. Si possono vedere molte foto della missione anche ai seguenti indirizzi: http://www.pastorelle.org/vita-circoscrizioni/icn_pemba-2.htm
 

Sono tanti i sentimenti che accompagnano questo tempo di permanenza a Pemba. Arrivata il 03 agosto con il gruppo di giovani della diocesi di Biella e Gabriele mio nipote, mi sono sentita subito dentro questa realtà che sento anche mia, con la gioia e il desiderio di  conoscere meglio, ascoltare di più, coinvolgermi con tanta umiltà per comprendere l’attualità del nostro carisma e la preziosità della nostra presenza in questa terra.

Dal 1998, anno del mio primo arrivo in questa terra, assieme a suor Dina, le cose sono molto cambiate, migliorate. I segni della globalizzazione con tutte le sue contraddizioni, hanno raggiunto anche questa terra così incantevole, ricca di risorse, di valori e purtroppo ancora così povera di mezzi.

 

Ritornare e contemplare le meraviglie di Dio,  che in questi anni si sono realizzate grazie alla generosità di tante persone è motivo di riconoscenza e gioia. L’abitazione della comunità delle suore Pastorelle, il centro della comunicazione, il centro Maria madre del buon Pastore, che in questi giorni (giorni di vacanza dalla scuola) accoglie circa 300 bambini, animati dai giovani del luogo e alcune mamme, e con loro un gruppo di giovani venuti da Biella per fare un’esperienza missionaria. Sono loro, i bambini che ogni giorno danno vita e colore a questa oasi nella quale possono trovare un panino, forse l’unico pasto del giorno.

E’ davvero sorprendente come queste sorelle, sr. Rosangela, sr. Elisa, sr. Franca e sr. Lucia arrivino a tutto, (sr. Dina è in Italia per un meritato riposo), rispondendo ad ogni necessità in casa, in diocesi con la formazione e coordinamento della pastorale, nella radio diocesana, nel cantiere con l’accompagnamento e l’incoraggiamento, nel cortile dove ogni giorno arrivano per chiedere aiuto, assistenza, un lavoro, consiglio, famiglie, malati di AIDS, orfani….

E’ lodevole quanto i volontari stanno realizzando assieme ad un gruppo di giovani del luogo.

C’è Gianni, preoccupato a far crescere i muri dei capannoni che ospiteranno la falegnameria, carpenteria e meccanica, Walter e Gabriele Barison, un giovane alla sua prima esperienza missionaria, impegnati a realizzare la copertura dei capannoni e le inferriate delle finestre. Giovanni, artista delle mattonelle, che si diverte a tappezzare i muri del bagno dei bambini con mattonelle di diversi colori. E questo per assicurare ai bambini che vengono al centro maggior igiene.

Anche quest’anno si è concluso il corso di computer, grazie alla disponibilità di Gabriele Torresan, che ha scelto di vivere con questo popolo una parte delle sue vacanze.

E poi… Alberto e Silvia, che stanno vivendo con noi il loro viaggio di nozze, si sono inseriti molto bene nel cammino di questa numerosa famiglia. Sì, in questo tempo siamo in 21, un bel gruppo da coordinare, sfamare, accompagnare nella conoscenza e accoglienza di questa realtà.

Qui si vede l’impronta che ognuno ha lasciato e desidera lasciare, mettendo a servizio i suoi doni, capacità, creatività, sensibilità.

In questa bella esperienza siamo stati anche coinvolti nella celebrazione del 50° della nascita della  diocesi. Una Chiesa che nella sua giovane storia ha sperimentato la bellezza dell’evangelizzazione da parte dei missionari, la guerra per l’indipendenza, la guerra civile, con l’espulsione di tanti religiosi/e. Anche noi abbiamo vissuto l’immediata preparazione al giubileo, collaborando con la comunità delle pastorelle per l’accoglienza dei circa 500 persone per il pranzo nei locali dell’ex seminario, oggi università cattolica.

Bella la celebrazione di domenica 12 agosto presieduta dal vescovo dom Ernesto e concelebrata da altri 8 vescovi delle diocesi del Mozambico, molti sacerdoti e padri di diverse congregazioni che operano in diocesi. Molte le religiose del luogo, o invitate per la circostanza. A ricordo di questo avvenimento, accanto all’università, là dove dovrebbe sorgere la nuova cattedrale, è stata posta, , una grande croce in legno, portata in processione dallo stadio dove si è celebrata l’Eucaristia.

Non mancano in questa esperienza le occasioni per godere del clima mite di questo tempo invernale, (per questa terra), che ci permette di fare delle uscite al mare o nei bairo che circondano la città di Pemba, riconoscendo ancora una volta le bellezze di una terra in gran parte incontaminata e i segni di una povertà che sembra impossibile cancellare.

 

 Sr. Maria Rosa

 
 
I GIOVANI DI BIELLA A PEMBA
 
Ecco il racconto dei giovani di Biella che stanno prestando servizio in diverse attività nella nostra missione africana. Il racconto e il sogno di un intero gruppo di ragazzi, le loro foto e quelle dei giovani sposi e del loro speciale viaggio di nozze.

Dopo un anno di preparazione finalmente si parte!
L'emozione prima della partenza è tanta: andiamo ad incontrare un mondo assai diverso dal nostro, per usanze, stile di vita, abitudini, ma soprattutto perchè incontreremo "madonna povertà", quella concreta, quella che ti porta ad avere fame, fame di pane, sete di acqua, di vestiti, di medicine...non come le nostre!
Gesù con il nostro progetto "Venite e Vedrete" ci chiede proprio questo:
partire, lasciare le comodità, le ricchezze materiali che abbiamo a casa, per venire in questa terra, non a fare i super uomini che con la possibilità economica pensano di poter migliorare il mondo, ma venire per incontrarlo, per vedere dove abita, dove vive con questa gente e per portarlo a casa a tutti.
All'aeroporto di Lisbona incontriamo Mariarosa e Gabriele, che vivranno insieme a noi quest'avventura; è bello sapere che Maria Rosa e l'associazione che ci ha accompagnati fin qui abbiano sempre contatti con la missione, e che con loro abbiano iniziato a preparare il nostro arrivo, rincuora l'animo e ci fa sentire a casa!
Il 3 agosto appena scesi all'aeroporto di Pemba incontriamo le nostre irmas:
Lucia(la nostra conterranea), Rosangela, Franca ed Elisa ad accoglierci.
Per farci respirare da subito l'aria africana ci portano a casa con i pick-up, nel cassone ovviamente.
Ad aspettarci alla missione c'erano 200 bambini che ci hanno accolto con il loro canto, e dai loro sguardi e sorrisi abbiamo subito percepito che eravamo i benvenuti.
Siamo partiti anche noi con un progetto da realizzare grazie all' infinita bontà e generosità che abbiamo trovato nella nostra terra, nelle persone più care e in quelle magari sconosciute; un progetto pensato e sognato per un anno! Quello che abbiamo trovato qui è ancora più grande delle nostre aspettative, qui ogni giorno si vede lavorare il cuore delle persone, non solo le mani!
E i frutti di questo lavoro...che frutti!!!
Davvero sopra ogni aspettativa: le suore operano in tutti i campi di questa
terra: poveri, malati, diocesi, famiglie, ospedale, carcere....ma non tutto di corsa per riuscire a fare più cose possibili; in ogni incontro, in ogni aiuto lasciano davvero un pezzo di cuore e di Gesù!
La cosa che ci ha più stupiti è il numero di persone, davvero decine, che vengono aiutate, sostenute e rincuorate da questa missione ogni giorno. In tutto questo abbiamo ritrovato anche l'infinità generosità e bontà di tante persone che da casa sostengono questa missione, che in questi anni hanno realizzato davvero un "angolo di paradiso" per questo popolo e non hanno intenzione di fermarsi...qui si costruisce ogni giorno, si aiuta e non ci si ferma mai!
Le suore non hanno mai smesso di farci sentire a casa in questi giorni e sono diventate per noi un vero punto di riferimento, con loro possiamo chiacchierare e confrontarci sui dubbi e pensieri che fa nascere in noi questa cultura così diversa, e loro ne sanno davvero un sacco!
I pensieri sono tanti ma quaggiù c'è davvero qualcosa che noi non abbiamo, qualcosa che ogni giorno ci fa apprezzare le piccole gioie, i piccoli gesti e le persone che si incontrano.
Ogni istante ci insegna qualcosa, e fa nascere in noi la voglia e la consapevolezza di dover cambiare qualcosa nella nostra vita, nelle nostre comodità di tutti i giorni, per riscoprire l'autenticità dei piccoli gesti, delle piccole cose, della voglia di aiutare per ringraziare ogni giorno della ricchezza e felicità che ci è stata donata.
Anche se è già una decina di giorni che viviamo in questo mondo un pò diverso dal nostro, desideriamo assoporare al meglio tutto il tempo che resta.

Il gruppo 'venite e vedrete' di Biella
 
VIAGGIO DI NOZZE E SERVIZIO A PEMBA (22 AGOSTO 2007)
 
Alberto e Silvia sono rientrati proprio questa mattina a Verona, questi novelli sposi hanno deciso di trascorrere il loro viaggio di nozze presso la Missione di Pemba. Una loro lettera, ricevuta solo qualche giorno fa, descrivere emozioni e avventure di questa scelta.


Sta per volgere al termine la nostra avventura a Pemba dove abbiamo trascorso il viaggio di nozze. Per quanto inconsueta, la nostra scelta è l’unica che ci dettava il cuore: due capi scout come noi, innamorati del servizio agli altri, non potevano accontentarsi di un viaggio da turisti. Sognavamo di venire in Africa per conoscere da vicino una realtà povera e allo stesso tempo affascinante di cui, chi ci è stato, non smette di parlare. Abbiamo preso questa decisione quando, biglietti in mano e vaccini già fatti, abbiamo saputo che non potevamo più andare in Congo presso la missione delle suore Comboniane di cui fa parte la zia della sposa. È stato il don che ha celebrato il nostro matrimonio a consigliarci di vivere l’esperienza missionaria con le suore Pastorelle in Mozambico, dove lui era stato qualche anno prima. Non smetteremo mai di ringraziarlo per questo prezioso suggerimento. A Pemba abbiamo sperimentato, come mai prima d’oggi, cosa significa l’accoglienza, l’ospitalità, l’essenzialità e la gioia di vivere. Passeggiando per i bairos, tanti sono i bambini che accorrono anche solo per stringerti la mano, sempre sorridenti anche se scalzi e con i vestiti stracciati. La stessa serenità traspare nei volti dei bimbi che ogni pomeriggio affollano il cortile della missione dove si svolgono le attività dell’oratorio: canti, danze, giochi e tanta voglia di stare assieme. Anche noi ci siamo sentiti subito accolti e in ogni momento c’era un bimbo che ci prendeva la mano o ci saltava in braccio. I più piccoli li abbiamo visti con le mamme al centro di ascolto che le suore mettono a disposizione delle famiglie più povere, per le quali anche acquistare solo un pezzo si sapone o un biberon è un problema insormontabile. La povertà è tanta, ma non impedisce alle persone di essere degli esempi di autentica spontaneità.
Qui è tutto più facile: parlare con le persone anche se non conosciamo la loro lingua, trovare degli amici anche se non si ha quasi nulla in comune, essere felici anche mangiando solo una banana piccola piccola ma molto più gustosa delle nostre!!!!
Questa è stata per noi un’esperienza meravigliosa che custodiremo gelosamente nel nostro cuore e i valori che le famiglie mozambicane hanno risvegliato in noi saranno il fondamento della nostra nuova famiglia.

Alberto e Silvia
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A PEMBA CORSI DI COMPUTER (14 AGOSTO 2007)
 
Sono tante le notizie che arrivano dalla missione delle Suore Pastorelle, testimonianze bellissime di volontari che si mettono a disposizione di ogni necessità. Sono da poco tornati i coraggiosi uomini che hanno montato i capannoni, in situazioni anche di reale difficoltà; sono ancora a Pemba invece, Gabriele (di cui leggerete la testimonianza qui sotto) e un gruppo di giovani di Biella.


Eccomi qui improvvisato "scrittore"...

In queste 3 settimane abbiamo svolto ben 5 corsi di informatica, al mattino ed al pomeriggio, coinvolgendo decine di persone. Il livello è stato molto vario, da quelli introduttivi (Windows, Word, Excel) a temi intermedi (scannerizzazioni, internet, posta elettronica) ad argomenti abbastanza sofisticati (contabilità in partita doppia, gestione del magazzino, gestione archivio famiglie e bambini).
Per me è stata davvero una enorme soddisfazione, sia per l'attenzione e la concentrazione dimostrate durante le lezioni sia per la velocità di apprendimento. I vari esami finali che abbiamo fatto hanno poi dimostrato che le cose sentite sono state realmente assimilate! La scala di valori va da 1 a 20 e (incredibile) c'è stato anche un 20!

Per me è stato un grande DONO poter trascorrere queste settimane con queste persone: ho ricevuto tanta gratitudine e riconoscenza ma, soprattutto, ho ancora una volta avuto l'opportunità di riflettere sulle condizioni di vita di metà del mondo: quello che ciascuno di noi può fare è molto poco, certamente non risolverà tutti i problemi della povertà e della sofferenza dei popoli, ma se ciascuno farà un "poco" insieme faremo tantissimo!

La più grande soddisfazione che ho ottenuto è vedere, nei miei "allievi", dei "MOLTIPLICATORI", persone cioè in grado di condividere ciò che hanno appreso con i loro fratelli! Già un mio allievo dello scorso anno, Moises, quest'anno ha tenuto corsi di preparazione, inoltre mi ha affiancato nei miei e, per il futuro, continuerà a tenerne...

Torno in Italia con la testa piena di immagini stupende: i bambini, i villaggi, i volontari, le suore e con il cuore gonfio di riconoscenza e fiducia!

Un caro saluto a tutti!
Gabriele
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OLTRE MILLE LE FIRME PER IL 5 X MILLE (20 LUGLIO 2007)
 
L’Associazione Voci e Volti ringrazia tutti i suoi sostenitori. Nel 2006 (primo anno con questa possibilità) si è superata quota mille; esattamente sono 1055 le persone che hanno posto la loro firma a sostegno del Mozambico. I soldi saranno infatti destinati all’Associazione che lavora da cinque anni a Cabo Delgado, nel nord del paese africano.
I contributi saranno così utilizzati per continuare a sostenere i progetti e ad iniziarne di nuovi, i bambini necessitano del materiale per andare a scuola, e ancora prima, di una alimentazione corretta e varia e di una assistenza sanitaria per le numerose malattie. Le donne hanno iniziato non solo attività di taglio e cucito ma anche di informazione sulla HIV, gli uomini imparano a lavorare il legno, la paglia e a costruire strutture con materiali sempre più complessi.
Un GRAZIE a quanti hanno contribuito con la propria firma per un sorriso degli amici africani.
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LA SCHIERA DEI VOLONTARI (13 LUGLIO 2007)
 
E’ una schiera di volontari che partono e tornano dall’Africa, Daniela e Michela sono rientrate domenica, 2 luglio, dopo il loro periodo di attività a Pemba, come altri volontari hanno deciso di trascorrere le proprie vacanze donando il loro tempo per le attività che ogni giorno prendono vita nella casa delle Suore Pastorelle. Il Mozambico, ha accolto anche Maria, Claudio Dalla Verde e Claudio Turrini partiti dall’Aeroporto Catullo di Verona e ancora Walter e Giovanni partiti da Venezia, per l’ennesima volta pronti a prestare il proprio servizio con lavori che passano dal mestiere di muratore, falegname, idraulico, piastrellista e di tutto ciò che c’è bisogno.
Suor Maria è anch’essa da quasi un mese in terra africana, pronta come sempre, a coordinare e a lavorare insieme ai tanti volontari che nei mesi estivi si trasferiscono a Pemba.
L'attività principale di questo periodo è la costruzione del capannone che richiede molta manodopera, operazione complicata a causa dei numerosi tubi e cavi che vanno a comporre la gigantesca opera. Non è stato facile trovare la soluzione per il montaggio ma finalmente giovedì, 28 giungo, è stata installata la prima arcata con l’aiuto di gru e trattore e l’impiego della forza di tutti i ragazzi disponibili. Altro impegno è quello di terminare la parte della casa dell'accoglienza.
Daniela si è messa all’opera come infermiera, attività che svolge qui in Italia, mentre Michela si è prodigata in ore e ore di servizio a favore delle famiglie e dei bambini.

A chi è tornato va un grande grazie e a chi resta e a chi partirà non ci resta che dire…buon lavoro e buone amicizie!

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QUINDICI GIORNI PER INNAMORARSI DELL’AFRICA (13 LUGLIO 2007)

Daniela e Michela sorridono raccontando della loro esperienza appena conclusa in Africa, sono partite il quindici giugno e sono rientrate in Italia alla fine del mese. Quindici giorni per lavorare e fare servizio dalle Suore Pastorelle, quindici giorni per visitare le famiglie più povere e giocare con i bambini dell’oratorio. “Sono ammalata d’Africa, questa per me è stata la quinta volta – spiega Michela - e tra tutte la migliore. Ci siamo gustate l’inverno africano che offre un clima ottimale: ventilato di giorno e di notte si può dormire con una coperta leggera”.
“Sono stata molto contenta di aver accettato la proposta della mia amica – aggiunge Daniela, di professione infermiera – ho passato giorni interi a sistemare farmaci e a conoscere e incontrare famiglie. Un’unica difficoltà: quella della lingua perché entrambe non parliamo il portoghese”.

Ognuna è stata colpita da un posto particolare, da un profumo caratteristico o ancora da un paesaggio, “sono rimasta sconvolta quando siamo passati nei bairros – sottolinea Michela - è stato incredibile vedere come in tanta povertà, una macchina fotografica digitale, possa regalare con un po’ di immagini divertimento e risate. E’ stata la mia miglior esperienza in Africa, qui ho incontrato delle Suore con una marcia in più, loro rendono più intensa ogni attività e ti mettono subito davanti alle cose che ci sono da fare. Il coinvolgimento emotivo e attivo ha fatto la differenza di queste “vacanze””. “Passeggiando nei bairros e ancora osservando le persone, sono stata soprafatta da un terribile senso di impotenza – aggiunge Daniela – avrei voluto prendere tutti i bambini e sistemarli in qualche hotel di lusso italiano, avrei voluto offrire loro cibi e pasti completi, magari anche una scuola e l’igiene necessaria per la loro crescita. Poi ho capito che non possiamo salvare il mondo ma possiamo, ognuno con le proprie caratteristiche, metterci a servizio dell’Altro, e perché no…partendo magari ognuno proprio dalla sua città”.
Si resta a bocca aperta quando si vedono i bimbi ballare, con i loro corpicini si muovono con un innato senso del ritmo, creano attorno a sé grande simpatia e all’improvviso sembrano estraniarsi dalla loro difficile situazione.
Avviene un meccanismo molto simile anche per i carcerati, si vede una piccola porta e un corridoio, si notano fin da subito le condizioni pessime, ma dicono Daniela e Michela “alla seconda visita in carcere si era già instaurato un clima familiare, le persone sono perlopiù semplici ladruncoli di strada e alcuni sono davvero giovanissimi. Hanno però la fortuna di essere accompagnati in un percorso educativo da Suor Rosangela che seguono tutti con attenzione, attenzione che si vede dai loro sguardi coinvolti. E se poi chiedete ad un carcerato cosa trovano negli incontri con Rosangela, ascolterete tre semplici, meravigliose parole: “Senso di Pace””.

Daniela e Michela hanno vissuto la loro esperienza a Pemba con altri amici volontari “vogliamo ringraziare Claudio, Claudio, Walter e Giovanni perché fin da subito ci hanno coinvolto nelle diverse attività”.


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