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Grazie Claudio!


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 Sabato 28 febbraio, alla vigilia dell'assemblea annuale, abbiamo ricevuto la dolorosa notizia della morte a Pemba, per infarto, del nostro amico e collaboratore Claudio Turrini.

Era partito il 9 gennaio, assieme a Gianni Fedrigo, Walter Belliero, Mario Carcereri e Maria Cipriani per continuare i lavori dei capannoni.

Si preparava a ritornare sabato 7 marzo p.v. assieme a Gianni.

Le suore ci hanno descritto gli ultimi avvenimenti con la lettera che trovate di seguito.

La moglie Luigia e la figlia Carola lo hanno raggiunto a Pemba domenica 1 marzo. Ritorneranno in Italia domenica 8 marzo con la salma del caro congiunto.

L'assemblea è stata dedicata alla sua memoria.

Il Presidente di Voci e Volti ha inviato  ai familiari di Claudio e alle Suore Pastorelle di Pemba una lettera di condoglianze a nome di tutta l’Associazione.

 

MARTEDI’ L’ULTIMO SALUTO A CLAUDIO

 

Sono rientrati quest’oggi, domenica 8 marzo, a Verona alle ore 14.30 la signora Luigia e la figlia Carola famiglia di Claudio Turrini, con loro anche Gianni che rientra da Pemba dopo due mesi di servizio. Sempre quest’oggi alle ore 17.30 è rientrata a Sommacampagna anche la salma di Claudio Turrini, mancato lo scorso sabato 28 febbraio durante la sua permanenza a Pemba.

 

I funerali dell’amico Claudio si terranno martedì 10 marzo alle ore 15.30 presso la Chiesa parrocchiale di Sommacampagna (Verona).

 

 


 Carissimi amici,

mercoledì, 4 marzo 2009, alle 13.45, all’aeroporto internazionale di Pemba, abbiamo dato l’ultimo saluto al feretro del nostro carissimo collaboratore Claudio Turrini, tra il dolore e la commozione della moglie Luigia e della figlia Carola, dei lavoratori e di molti amici della comunità cristiana di Alto Gingone e di noi Suore Pastorelle.

Vi chiederete cosa è successo.

Circa una settimana prima Claudio ha iniziato ad avere qualche disturbo diremmo di stagione: raffreddore, un po’ di tosse e qualche linea di febbre. Il medico, Vladimiro, un cubano che lavora all’ospedale di Pemba, si é preso cura di lui. Dopo averlo visitato, ha richiesto una radiografia al torace che non ha rivelato nulla di particolare, tuttavia Claudio continuava a non sentirsi bene.

Venerdì 27 febbraio, nella tarda mattinata, ha cominciato ad avere un po’ di tachicardia; accorso il dottore, ha trovato la pressione arteriosa alta e ha prescritto una medicina per equilibrarla, dicendo che la mattina dopo gli avrebbe fatto un elettrocardiogramma. Verso le 22.30, la tachicardia aumentava e l’abbiamo portato subito all’ospedale, dove due Medici hanno diagnosticato un infarto in corso. Nonostante le cure ricevute, alle 5.20 ora locale di sabato é tornato alla casa del Padre. Nel momento del decesso erano presenti sr Elisa e sr Franca e le sue ultime parole sono state: “Mamma, aiuto, vengo, vengo”!

Tutti siamo stati sorpresi dalla morte di Claudio, così repentina e inaspettata. La morte non chiede permesso a nessuno, arriva quando vuole.

La notizia ha iniziato a correre; primo tra noi di “famiglia” poi gli operai, il personale del Centro Maria Madre del buon Pastore”, la comunità di Alto Gingone, la parrocchia S. Paolo e tutta la città.

E sono iniziate le visite e le telefonate anche a livello di Provincia: Balama, Namuno, Palma, Macomia, Nangololo, Montepuez, Meza, Metoro, Chiure, sacerdoti, suore e laici hanno voluto farci sentire il loro affetto e accompagnamento.

Già la sera di sabato 28 febbraio si è recitato il rosario nella nostra casa e così per i tre giorni successivi, con la comunità cristiana di Alto Gingone. Alle 21h, è venuto tra noi il Vescovo, dom Ernesto Maguengue, per pregare e mostrare la propria solidarietà in un momento davvero difficile da comprendere.

La domenica sera una delegazione della comunità di Alto Gingone e alcuni lavoratori hanno voluto essere presenti all’aeroporto di Pemba per accogliere la moglie Luigia e la figlia Carola che arrivavano dall’Italia. Già all’arrivo a Maputo erano state accolte da un responsabile dell’Ambasciata italiana che le ha portate a casa sua per il pranzo e poi le ha accompagnate all’aeroporto per la partenza per Pemba.

Lunedì mattina abbiamo visitato Claudio alla camera mortuaria con i familiari, il personale del centro e i lavoratori. Lì abbiamo potuto dar omaggio alla salma pregando per qualche minuto. Forte la commozione, soprattutto per la moglie e la figlia che lo hanno potuto vedere.

Il 4 mattina alle ore 8, nella cattedrale di S. Paolo, abbiamo celebrato la Messa di suffragio per Claudio, con il corpo presente, presieduta dal Vescovo e da altri 6 sacerdoti ( Pe. Cornélio Mwitu, Pe João Naquele, Pe. Grisanto (vicario), Pe. Frederico, Pe. Tony e Pe. Edilberto, passionista).

Nell’omelia il Vescovo, che aveva già avuto un incontro con la moglie e la figlia, ha posto l’accento sul ringraziamento per la vita di Claudio. “Poteva vivere tranquillo nella sua terra, diceva tra l’altro, e invece il suo cuore era aperto agli altri, aperto a fare del bene gratuitamente e senza tornaconti. Un laico missionario capace di convincere che vale la pena sacrificare la propria vita e lui l’ha data qui nella nostra Diocesi a favore del nostro popolo, perché la missione delle Pastorelle è per il popolo e lui si è associato a loro.

“Papà Claudio, ha continuato il vescovo, ha convinto anche la figlia Carola a venire in Africa. Prima lei era titubante, non voleva venire, forse aveva paura. Adesso Carola segue la voce del papà che non ha più voce. Eppure adesso la sua voce è più convincente che mai: Carola è qui tra noi e ritornerà ancora in questa terra. Quante cose dobbiamo imparare dal Signore! Lui accompagna e educa i suoi figli. E i suoi figli sono tutti quelli che vivono con il cuore aperto alle necessità degli altri”.

Le nostre aspiranti, con i giovani seminaristi Passionisti, hanno preparato la messa con i canti. Albertina ha cantato con molto sentimento il salmo 23.

La messa era partecipata anche da molte religiose della regione pastorale urbana. Abbiamo continuato ad accompagnarlo all’aeroporto, con canti e preghiere.

Sia Luigia, sia Carola sono rimaste molto colpite per la partecipazione e anche se sentivano la mancanza della loro famiglia naturale, sentivano che qui hanno trovato una famiglia che le ha accolte e sostenute nel loro dolore.

Anche l’Ambasciata Italiana si è dimostrata molto vicina e ha continuamente accompagnato nel difficile processo della documentazione necessaria per la traslazione della salma. L’ambasciatore si è preoccupato di telefonare lui stesso alla moglie di Claudio.

Luigia e Carola rientreranno domenica prossima con Gianni Fedrigo. Mentre non sappiamo esattamente quando Claudio potrà arrivare nella sua e nostra amata terra italiana per ricevere da parenti e amici l’omaggio riservato a un “missionario laico”.

Sono alcuni giorni preziosi per noi per continuare a riflettere e rafforzarci a vicenda nella fede in Cristo morto e risorto.

 

Confidiamo nel vostro ricordo. Un abbraccio a tutti,

 

le vostre sorelle di Pemba

 



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